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AUTOPROTEZIONE
Protezione sottile di cui sono dotate alcune membrane prefabbricate. Può essere realizzato con granuli di ardesia, fogli metallici, o speciali tessuti.
AERATORE
Caminetto di ventilazione in gomma o materiale plastico, usato per consentire l'eliminazione di umidità a livello del pacchetto di copertura o di camere d'aria.
ASFALTO COLATO
Miscela di mastice d'asfalto con bitume.
ASTM
Sigla che sta per American Society for Testing Materials. Ogni tipo di prova è contraddistinto dalla sigla seguita da un numero.
BARRIERA AL VAPORE
Ha il compito di impedire il passaggio di vapore d'acqua dall'interno verso l'esterno attraverso le chiusure d'ambito esterno (coperture e pareti). Deve essere quindi un materiale dotato di resistenza alla diffusione del vapore d'acqua, per poter controllare il fenomeno della condensa ed evitare che questo si verifichi a livello dello strato isolante. Viene normalmente realizzata mediante lamine metalliche inserite come armature di membrane bituminose.
BITUME DISTILLATO
Bitume preparato da idrocarburi naturali, dotati di proprietà leganti. E' la componente principale dei compound bituminosi.
BITUME OSSIDATO
Il bitume ossidato si ottiene immettendo dell'ossigeno a 250 °C nel bitume distillato.
L'ossigeno unisce tra di loro le molecole del bitume e crea una specie di solida rete nella sua massa.
Il procedimento venne brevettato in Inghilterra verso il 1900.
POLIPROPILENE ATATTICO (APP)
Il polipropilene atattico aumenta la durezza e la tenacità del compound e quindi la sua resistenza all'usura.
POLIPROPILENE ISOTATTICO (IPP)
Si tratta di una variante stereochimica dell'APP. Aumenta la durezza del compound.
STIRENE-BUTADIENE-STIRENE (SBS)
Aumenta notevolmente l'elasticità e la resistenza all'allungabilità del compound alle basse temperature.
Le mescole in SBS hanno scarsa resistenza agli agenti atmosferici e all'ozono.
CALCESTRUZZO ALLEGGERITO
Si ottiene aggiungendo degli inerti leggeri all'impasto del calcestruzzo normale.
CALCESTRUZZO CELLULARE
Si ottiene additivando la pasta cementizia mediante uno schiumogeno che a sua volta è diluito in acqua in percentuali variabili dal 2 al 3 %. L'acqua, evaporando lentamente durante il periodo di presa del cemento ed anche dopo nel tempo, lascia vuote tutte le piccolissime cavità provocate dallo schiumogeno. Queste microcamere contenenti aria allo stato di immobilità conferiscono proprietà isolanti al calcestruzzo.
CATRAME
Prodotto bituminoso viscoso o liquido che si realizza come derivato del processo di distillazione distruttiva di materiali carboniosi.
CHIODI ELASTICI
Sistema di fissaggio dei manti impermeabili al supporto, realizzabile mediante l'uso di appositi strati forati ad essi interposti. I chiodi elastici possono essere realizzati semplicemente usando il bitume fuso "a punti", cioè in macchie da 10-20 cm di diametro poste a distanza di 50 cm l'una dall'altra, oppure mediante un collante a freddo.
CONDUTTIVITA' (CONDUCIBILITA') TERMICA
Definisce l'attitudine di un materiale, omogeneo ed isotropo, a trasmettere il calore quando lo scambio avviene solo per conduzione.
COPERTURA
Nella terminologia UNI è definita come "chiusura esterna superiore di un fabbricato".
COPERTURA PIANA
E' una copertura avente una pendenza < = 5%.
COPERTURA NON PEDONABILE
E' una copertura accessibile solo per manutenzione del manto o di impianti installati in copertura. E' detta anche copertura "occasionalmente praticabile".
COPERTURA PEDONABILE
E' una copertura piana soggetta a traffico pedonale e a carichi accidentali.
COPERTURA CARRABILE
E' una copertura soggetta a traffico veicolare (es. parcheggi, rampe, ecc.).
COPERTURA A FALDA
E' una copertura inclinata, avente una pendenza > 5%.
CONDUZIONE TERMICA
E' il modo di trasmissione del calore proprio dei solidi. Le molecole non subiscono spostamenti per effetto del calore come avviene nei gas e nei liquidi; non si ha trasporto di materia ma propagazione del calore mediante la vibrazione delle particelle che costituiscono il corpo solido.
COEFFICIENTE DI CONDUCIBILITA' TERMICA
Viene abitualmente indicato con lambda e si esprime in watt per metro quadrato e per grado Kelvin (W/m2 K).
E' la quantità di calore che attraversa un metro quadrato di superficie del corpo considerato, dello spessore di un metro, in un'ora di tempo e per una differenza di temperatura unitaria tra le facce opposte del corpo.
COMPOUND
Insieme di materie prime che a determinate condizioni di temperatura vengono impiegate per realizzare un composto con particolari caratteristiche utili alla realizzazione di membrane impermeabilizzanti prefabbricate. E' sinonimo di mescola bituminosa.
DEFORMAZIONE ELASTICA
Ogni corpo solido si deforma sotto l'azione di un carico applicato; la deformazione si dice elastica se, al cessare dell'azione del carico, il corpo riprende le dimensioni iniziali. L'entità della deformazione è funzione dell'entità del carico applicato e della sua durata (legge di Hooke).
La proprietà elastica di un corpo viene rappresentata dal modulo di elasticità, il quale si definisce come rapporto tra la forza esercitata sull'unità di superficie di un corpo e la deformazione che subisce l'unità di lunghezza del corpo stesso. Più elevata è la resistenza del materiale, maggiore sarà il suo modulo di elasticità.
(La forza unitaria è espressa in kg/cm2, la deformazione unitaria è il rapporto fra l'allungamento o accorciamento e la lunghezza originaria del corpo: dl/l).
DILATAZIONE TERMICA
In tutti i corpi ad ogni variazione termica si accompagna una variazione di volume.
La particolare attitudine di ogni corpo a subire variazioni di volume in funzione delle variazioni di temperatura è indicata dal coefficiente di dilatazione. Questo coefficiente indica la variazione in millimetri di un corpo per ogni metro della sua lunghezza e per ogni grado di variazione della temperatura.
Il coefficiente di dilatazione del calcestruzzo ad esempio è variabile in funzione della natura degli aggregati e della qualità e quantità del cemento; quello medio non si discosta molto da quello dell'acciaio, ossia 1,2x10-5 oppure 0,012 mm/grado centigrado, e questo fatto ha permesso l'accoppiamento dei due materiali nel cemento armato.
DIN
Deutsches Institut für Normierung. Sigla indicante la normativa tedesca.
ELEMENTO PORTANTE
E' quell'elemento della struttura dell'edificio al quale è affidato il compito di sopportare i carichi permanenti ed i sovraccarichi della copertura.
ELEMENTO TERMOISOLANTE
Elemento realizzato in uno o più strati avente la funzione di portare al valore richiesto la resistenza termica globale della copertura.
ELEMENTO DI TENUTA
Elemento realizzato in uno o più strati avente la funzione di conferire alla copertura la impermeabilità all'acqua meteorica, di falda, d’uso resistendo alle previste sollecitazioni fisiche, meccaniche e chimiche, indotte dall'ambiente interno ed esterno e dall'uso.
FATTORE µ
E' il fattore di resistenza alla diffusione del vapor d'acqua.
E' tanto più elevato quanto maggiore è la resistenza del materiale al passaggio del vapore d'acqua. Per l'alluminio è considerato praticamente pari ad infinito.
Viene determinato secondo la norma DIN 52615 moltiplicando una costante per lo spessore del materiale in metri e dividendo per il peso in grammi dell'acqua passata in 24 ore attraverso la superficie di 1 m2 del materiale in esame. Quest'ultimo valore viene determinato secondo la DIN 53122. Il fattore µ è un numero adimensionale.
POSA IN INDIPENDENZA
E' la posa a secco con la membrana semplicemente appoggiata al piano di posa.
POSA IN SEMINDINPENDENZA (O PARZIALE ADERENZA)
Adesione parziale tra la membrana ed il piano di posa; si ottiene utilizzando appositi strati forati a base bituminosa, oppure sfiammando le membrane per punti o strisce con un cannello a gas propano.
POSA IN COMPLETA ADERENZA
Adesione totale tra l'elemento di tenuta ed il piano di posa ottenuta per sfiammatura con cannello a gas propano.
GIUNTO CONTRO ACQUA
E' un giunto di sovrapposizione di teli impermeabili orientato in modo errato rispetto al senso prevalente di scorrimento delle acqua. Si può verificare in zone della copertura ove si hanno delle variazioni di senso delle pendenze (contropendenze), ed in tal caso la zona interessata deve essere opportunamente protetta con adeguati rinforzi sottostanti.
GIUNTO DI DILATAZIONE (GIUNTO DI FRAZIONAMENTO)
Interruzione del supporto idonea a consentire alle due parti strutturali affacciate i movimenti relativi derivanti dalle variazioni termiche o da altre cause.
GIUNTO SECCO
Ha lo stesso scopo dei giunti di frazionamento, ma è di larghezza inferiore ad 1 cm e non è passante.
GIUNTI SFALSATI
Tecnica impiegata nel caso di manti impermeabilizzanti composti da vari strati di membrane.
Si realizza facendo in modo che i giunti (o sovrapposizioni) di due strati successivi non si sovrappongano mai.
I teli del secondo strato sono disposti parallelamente a quelli del primo, ma sfalsati di 50 cm rispetto ad essi.
IMPERMEABILE
Un prodotto è impermeabile quando, sottoposto alla pressione di un fluido su una delle sue facce, o sulle sue due facce a condizione che esista tra di loro una differenza di pressione, non si lascia attraversare.
ISOTROPIA
Struttura molecolare uguale nelle diverse direzioni. Propria di diversi materiali e di metalli come rame e alluminio, le cui dilatazioni non si svolgono lungo direttrici.
MASSETTO (CALDANA)
Detto anche "strato di regolarizzazione", viene definito come strato avente la funzione di ridurre le irregolarità superficiali dello strato sottostante. Ha anche il compito di realizzare quei valori di pendenza delle coperture piane tali da consentire il deflusso completo delle acque. Serve a compensare le tolleranze di assemblaggio degli elementi prefabbricati (tegoloni accostati).
PARANEVE
Lamiera molto spessa da collocare in senso parallelo alla linea di gronda al fine di impedire lo scivolamento della massa nevosa e lo strappo della copertura.
PERMEABILITA'
E' la proprietà di un materiale di lasciarsi attraversare da un liquido. Per l'acqua la permeabilità di un prodotto è tanto più debole quanto più piccoli sono i pori del materiale e quanto più lungo è il percorso che l'acqua deve fare. L'esito di questo processo di attraversamento del materiale dà luogo in un primo momento a manifestazioni di umidità e poi a percolazione.
Tuttavia uno stesso materiale che è considerato impermeabile all'acqua può esserlo al vapore d'acqua.
La permeabilità al vapor d'acqua viene misurata in grammi di acqua che vengono trovati nel materiale dopo che questo è stato esposto per un certo periodo ad una certa temperatura, ad un certo grado di umidità relativa dell'aria, e a una certa pressione atmosferica (mm Hg). Si parla quindi di g/m.h.mm Hg.
PERMEABILITA' AL VAPORE D'ACQUA
E' la capacità di un materiale di lasciarsi attraversare dal vapore d'acqua. Essa è espressa dalla relazione Sd = µ•s; dove "µ=mu" è il coefficiente di resistenza al passaggio di vapore, ed "s" è lo spessore del prodotto in esame, espresso in metri. Più il valore Sd è piccolo, tanto più il prodotto relativo è permeabile al vapore d'acqua. Valori ottimi di Sd sono per esempio 0.05 m, 0.1 m, 0.2 m.
PONTAGE
Termine francese con il quale si indica il dispositivo di protezione che si deve mettere in atto su fessure o giunti di frazionamento del supporto al fine di desolidarizzare e quindi proteggere l'impermeabilizzazione dai movimenti della fessura. Con fessurazioni di larghezza inferiore a 12 mm si possono usare delle strisce di membrana bituminosa elastomerica armata in poliestere larghe 20 cm.
Per giunti con una larghezza tra 12 mm e 20 mm occorre una banda metallica (zinco o acciaio galvanizzato da 5/10 di mm) della larghezza di 10-20 cm.
Il pontage deve essere indipendente dal supporto e tenuto in posizione sul giunto sfiammandolo da un solo lato del giunto. Si procede quindi alla posa dell'impermeabilizzazione vera e propria.
STRATO DI IMPRIMITURA / PRIMER
Strato avente la funzione di modificare le caratteristiche superficiali fisico-chimiche dello strato sottostante, al fine di favorire il consolidamento corticale del piano di posa e l'aggrappaggio dell’elemento di tenuta o della barriera al vapore. Per tale aggrappaggio è necessario che la superficie del supporto sia liscia e planare. Spesso una eccessiva rugosità dei supporti cementizi, nonostante la posa di un abbondante strato di primer, impedisce un efficiente ancoraggio della membrana che viene vincolata per punti.
PROTEZIONE LEGGERA
Ha lo scopo di proteggere l'elemento di tenuta superiore dall'azione degli agenti esterni (es. raggi solari).
Viene normalmente realizzata mediante l'uso di una vernice a base d'alluminio.
PROTEZIONE PESANTE
Può essere di tipo fisso (massetto in calcestruzzo, pavimentazione in piastrelle, ecc.), o mobile (ghiaia, quadrotti in cemento sopraelevati, ecc.).
RESISTENZA ALLA DIFFUSIONE DEL VAPORE
E' data dal fattore µ moltiplicato per lo spessore del materiale in metri. Ai suoi valori bassi corrispondono basse resistenze al passaggio del vapore attraverso il materiale esaminato e viceversa.
RESISTENZA TERMICA
E' la resistenza offerta da un certo materiale al passaggio del calore. E' data dal rapporto tra lo spessore del materiale in metri e la sua conduttività termica. E' elevata nei prodotti isolanti.
SUPPORTO
Elemento costruttivo portante sul quale poggia il sistema di copertura o il rivestimento di parete.
STRATO DI SEPARAZIONE O DRENANTE
Quando è prevista una protezione pesante della copertura, gli strati di separazione possono essere realizzati con un semplice strato di sabbia asciutta oppure mediante l'uso di membrane bituminose sabbiate da 1-2 mm di spessore armate con velo di vetro, oppure con tessuti non tessuti di poliestere.
STRATO DI DIFFUSIONE DEL VAPORE
E' lo strato che ha la funzione di evitare la formazione di pressioni di vapore anomale all'interno della copertura. Il vapore viene normalmente estratto tramite appositi aeratori che mettono in contatto lo strato di diffusione con l'esterno.
STRATO ANTIRADICE
E' lo strato che ha la funzione di evitare la perforazione causata dalle radici di arbusti o piccole piante, nel caso di terrazze giardino. Viene normalmente realizzato con membrane bituminose con mescola additivata con speciali sostanze chimiche antiradice, oppure con lamine metalliche.
SCHERMO AL VAPORE
E' uno schermo protettivo contro la migrazione del vapor d'acqua. E' applicato al di sotto dello strato isolante. Può avere efficacia parziale o totale a seconda della natura del materiale impiegato. Nel secondo caso si chiama barriera al vapore ed è realizzato con una lamina di alluminio da 6-8/100 mm di spessore.
TERRAZZA GIARDINO
E' una copertura piana ricoperta con terra di coltura, adibita a giardino pensile.
TRASMITTANZA TERMICA
E' il coefficiente di trasmissione termica globale, normalmente indicato con U o K. Si definisce come la quantità di calore che passa in un'ora per m2 di muro o di pannello e per grado centigrado di differenza di temperatura tra le due facce. La trasmittanza è l'inverso della resistenza termica: U=1/R.
TRAZIONE
La trazione è l'azione dovuta ad un carico che agisce su di un corpo allungandolo fino allo strappamento (rottura).
Il carico di rottura è il valore del carico che produce questo strappamento. Nel caso delle membrane impermeabilizzanti bituminose la prova viene effettuata su provini della dimensione di 20 x 5 cm, ed il carico a rottura si misura in N/5cm.
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CONGLOMERATO BITUMINOSO
Miscele di inerte e bitume confezionato a caldo in speciali impianti fissi o mobili, provvisti di forno a tamburo per essiccamento e riscaldamento dell'inerte, di caldaia per il legante, di dosatore e di mescolatore. Vengono impiegati per realizzare la finitura di opere stradali, coperture carrabili, ecc.
PAVIMENTAZIONE IN CALCESTRUZZO
E' costituita da una lastra di calcestruzzo poggiata direttamente sul sottofondo quando la portanza di questo è sufficiente, oppure attraverso l'interposizione di uno strato di inerti quando la portanza è troppo bassa.
PALLA-ANELLO
Prova effettuata sul bitume distillato che consiste nel versare il bitume caldo in un anello di ottone di dimensioni prefissate. Questo viene quindi sospeso in un bagno d'acqua che viene scaldata con incrementi costanti di temperatura. Una sfera di acciaio di determinate dimensioni e peso si sistema al centro del campione. Quando la sfera raggiungerà il fondo del recipiente, la temperatura dell'acqua indicherà il punto di rammollimento del bitume esaminato (la cosiddetta temperatura di palla-anello).
PENETRAZIONE
Non è altro che la profondità alla quale penetra un ago caricato con 100 g e nel tempo di 5 secondi. E' un numero convenzionale che serve a classificare un bitume in base alla sua durezza.
I risultati di questa prova eseguita secondo il metodo Dow, sono espressi in mm.
ARMATURA
Materiale inserito all'interno delle membrane impermeabilizzanti prefabbricate.
Le armature più comunemente utilizzate sono le seguenti:
- Velo di vetro. Caratterizzato da un'elevata stabilità dimensionale, ma scarse prestazioni di resistenza meccanica.
- Tessuto di vetro. Caratterizzato da una trama ed un ordito, possiede buone stabilità dimensionale e caratteristiche meccaniche.
- Tessuto non tessuto di poliestere. Caratterizzato da elevata resistenza a trazione ed allungamento, presenta caratteristiche differenti nelle due direzioni a causa dell'anisotropia del materiale.
- Tessuto non tessuto di poliestere da filo continuo (spunbond). Poliestere con una trama ed un ordito, caratterizzato da elevata isotropia e dotato di eccellenti proprietà meccaniche.
- Compositi tessuto non tessuto di poliestere con fili di vetro di rinforzo. Materiali che abbinano i vantaggi in termini di stabilità dimensionale caratteristici del velo di vetro con le prestazioni meccaniche del poliestere.
- Doppia armatura in velo vetro e poliestere. Soluzione impiegata per gli stessi motivi di cui sopra nel caso di membrane speciali per l'impermeabilizzazione di ponti, viadotti, coperture carrabili, ecc.
- Lamina d'alluminio. Utilizzata per realizzare barriere al vapore.
Le armature sono state introdotte per agevolare la fabbricazione delle membrane bituminose e per aumentare la loro resistenza alle sollecitazioni indotte da variazioni dimensionali della struttura portante o degli isolanti termici.
CLASSE DI REAZIONE AL FUOCO
Indice di classificazione dei singoli materiali in base al loro comportamento al fuoco. Il test viene effettuato secondo metodologie di prova diverse secondo le normative vigenti nei vari paesi. In Italia la norma di riferimento è il D.M. del 26/06/84
La classe di reazione è espressa da un numero (variabile da 0 a 5 in Italia). Più basso è tale numero, migliore è la reazione al fuoco del materiale.
RESISTENZA AL FUOCO
Indice di comportamento di una struttura edilizia in presenza di una fiamma o elevate fonti di calore applicate. La resistenza al fuoco è espressa dalla sigla REI seguita dal numero di minuti trascorsi prima che la struttura collassi. Più alto è tale numero, migliore è la resistenza al fuoco del materiale.
FLESSIBILITA' A FREDDO
Indice di classificazione delle membrane impermeabilizzanti basato sulla verifica della presenza o meno di rotture e/o fessurazioni quando il materiale viene piegato attorno ad un mandrino in un tempo prefissato, al decrescere della temperatura .
Più bassa è la temperatura alla quale non si riscontrano rotture, migliori sono le caratteristiche della mescola bituminosa per quanto riguarda la flessibilità.
DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA AL CARICO STATICO
Indice di resistenza di una membrana impermeabilizzante per il punzonamento di un carico statico.
Il principio della prova è di applicare un carico concentrato per un periodo di tempo, per mezzo di un punzone sulla faccia superiore della membrana, quando giace su uno specificato supporto morbido (polistirene espanso di massa volumica 20 kg/m3 con uno spessore di 50 mm) o su un supporto rigido (base cementizia).
Il risultato della prova è espressa come classe di resistenza (sigla “L” seguito da un numero) in funzione del carico sopportato senza evidenziare perdite di impermeabilità. Maggiore è tale numero, migliore è la resistenza del materiale.
DETERMINAZIONE DELLA RESISTENZA ALL’URTO
Indice di resistenza di una membrana impermeabilizzante per punzonamento da impatto. Il principio della prova è di colpire il la superficie superiore del provino con una massa non frenata con uno specifico punzone attaccato alla parte inferiore. I punzoni sono cilindrici con diametri diversi, mentre la forza d’impatto rimane costante. Il supporto è fatto di polistirene espanso.
E' espressa come classe di resistenza (sigla “I” seguito da un numero) in funzione dell'urto sopportato senza evidenziare perdite di impermeabilità. Maggiore è tale numero, minore è la resistenza del materiale.
RESISTENZA ALLA LACERAZIONE
Indice di resistenza di una membrana impermeabilizzante alla lacerazione indotta da un carico applicato ad un provino in condizioni prefissate. Normalmente viene espressa in N.
STABILITA' DI FORMA A CALDO
Temperatura massima alla quale una membrana impermeabilizzante, sospesa verticalmente per un intervallo di tempo prefissato, non presenta variazioni di forma e/o colatura.
CERTIFICAZIONE DELLA QUALITA' DI PRODOTTO E D'IMPRESA
La certificazione della qualità di prodotto è un attestato puntuale, a livello di singolo prodotto.
La certificazione della qualità dell'azienda, attesta invece la capacità della sua organizzazione a garantire la "qualità promessa" per tutti i suoi prodotti. In questo caso l'azienda accerta unicamente la capacità organizzativa a produrre dei prodotti in termini di prestazioni e rispondenza alle normative vigenti.
Le serie delle norme che costituiscono attualmente il riferimento per il sistema di certificazione aziendale è composta dai seguenti documenti normativi:
ISO 9000:2000 – Dicembre 2000
Sistema di gestione per la qualità – Fondamenti e terminologia
UNI EN ISO 9001:2000 – Dicembre 2000
Sistema di gestione per la qualità – Requisiti
UNI EN ISO 9004:2000 – Dicembre 2000
Sistema di gestione per la qualità – Linee guida per il miglioramento delle prestazioni
La struttura della UNI EN ISO 9001:2000
Premessa
0 Introduzione
1 Scopo e campo di applicazione
2 Riferimenti normativi
3 Termini e definizioni
4 Sistema di gestione per la qualità
5 Responsabilità della direzione
6 Gestione delle risorse
7 Realizzazione del prodotto
8 Misurazioni, analisi e miglioramento
SISTEMA DI GESTIONE AMBIENTALE
Un sistema di gestione ambientale è la parte del sistema di gestione generale che comprende la struttura organizzativa, le attività di pianificazione, le responsabilità, le prassi, le procedure, i processi e le risorse per elaborare, mettere in atto, conseguire, riesaminare e mantenere attiva la politica ambientale
Dotarsi di un sistema di gestione ambientale è un’iniziativa che comporta importanti impegni di tempo, energie e di capitali, non solo in fase di pianificazione ed implementazione, ma anche e soprattutto in fase di mantenimento.
UNI EN ISO 14001:2004
Sistemi di gestione ambientale – Requisiti e guida per l’uso
E’ la norma che contiene le prescrizioni che possono essere obiettivamente oggetto di audit ai fini di una certificazione, di una registrazione.
UNI EN ISO 14004:2004
Sistemi di gestione ambientale – Linee guida generali sui principi, sistemi e tecniche di supporto
La struttura della UNI EN ISO 14001:2004 è la seguente:
0 Introduzione
1 Scopo e campo di applicazione
2 Riferimenti normativi
3 Termini e definizioni
4 Requisiti del sistema di gestione ambientale
4.1 Requisiti generali
4.2 Politica ambientale
4.3 Pianificazione
4.4 Attuazione e funzionamento
4.5 Verifica
4.6 Riesame della direzione
Appendice A
Guida all’uso della presente norma internazionale
Appendice B
Collegamenti fra la ISO 14001:2004 e la ISO 9001:2000
Bibliografia
ISO (Organizzazione Internazionale di Standardizzazione)
L’ISO è L’Organizzazione Internazionale di Standardizzazione. E’ costituita dagli Istituti nazionali di Standardizzazione appartenenti sia a nazioni grandi e piccole, industrializzate o in via di sviluppo, in tutte le regioni del mondo. ISO sviluppa norme tecniche volontarie che aggiungono valore a tutti i tipi di operazioni commerciali di mercato e ne facilitano gli scambi fra i Paesi. Inoltre salvaguarda i consumatori e gli utilizzatori in generale e contribuisce a rendere la progettazione, la produzione e la fornitura dei prodotti più efficienti, sicure e pulite.
Metodi di prova sulle membrane impermeabilizzanti UNI EN 1107-1:2002
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione della stabilità dimensionale
UNI EN 1109:2002
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione della flessibilità a freddo
UNI EN 1848-1:2002
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Determinazione della lunghezza, della larghezza e della rettilineità - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture
UNI EN 1849-1:2002
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Determinazione dello spessore e della massa areica - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture
UNI EN 1850-1:2001
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Determinazione dei difetti visibili - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture
UNI EN 1928:2002
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose, di materiale plastico e di gomma per impermeabilizzazione di coperture - Determinazione della tenuta all'acqua
UNI EN 1931:2002
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose, di materiale plastico e di gomma per l'impermeabilizzazione di coperture - Determinazione delle proprietà di trasmissione del vapore d'acqua
UNI EN 12039:2001
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione dell'adesione dei granuli
UNI EN 12310-1:2001
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione della resistenza alla lacerazione (metodo del chiodo)
UNI EN 12311-1:2002
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione delle proprietà a trazione
UNI EN 12316-1:2001
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione della resistenza al distacco delle giunzioni
UNI EN 12317-1:2001
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose per l'impermeabilizzazione delle coperture - Determinazione della resistenza alla trazione delle giunzioni
UNI EN 13416:2003
Membrane flessibili per impermeabilizzazione - Membrane bituminose, di materiale plastico e gomma per impermeabilizzazione di coperture - Regole per il campionamento
I.T.C. (Istituto per le Tecnologie della Costruzione)
L'I.T.C. (ex I.C.I.T.E.), è un organo del C.N.R., costituito nel 1962 con la sigla I.C.I.T.E., con lo scopo di svolgere una permanente attività di ricerca nel settore edilizio, con particolare riferimento alle tecnologie produttive e all'industrializzazione del processo edilizio.
Come membro attivo dell'UEAtc, l'I.T.C. (ex I.C.I.T.E.) è in grado di rilasciare certificazioni di idoneità tecnica sui prodotti innovativi, effettuare certificazioni di prodotti secondo norme nazionali ed estere, ed eseguire test tecnici sui prodotti.
L'Istituto svolge attività di ricerca applicata, certificazione e formazione nel settore della costruzione.
Ha come missione il miglioramento dell'ambiente costruito, la ricerca costante di nuovi metodi e tecnologie per la costruzione, la gestione del freddo, il benessere offerto dalle abitazioni, l'edilizia sostenibile, la valutazione delle prestazione e della qualità dei prodotti e sistemi da costruzione.
U.E.A.t.c. (Union Européenne pour l'Agrément technique dans la construction)
Questo organismo è sorto nel 1960 con lo scopo, sancito dal suo Statuto, di fare in modo che si possa garantire, nei vari Paesi europei, l'equivalenza degli Agrément rilasciati dai vari membri. L'I.T.C. (ex I.C.I.T.E.) è entrato subito a farne parte.
Gli altri membri sono:
- BAM (Germania);
- BBA (Gran Bretagna);
- BOVERKET (Svezia);
- C.S.T.B. (Francia);
- FGW
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